Contenuti per adulti
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Siamo pacchi tracciabili con lo sguardo perso,
impilati nei vagoni della metropolitana
come merci in attesa di scarico,
tra un annuncio di stazione e una vita lontana.
Ognuno ha il suo schermo, una piccola cella di luce,
per non guardare l’uomo che trema sul sedile accanto;
abbiamo sostituito il destino con l’algoritmo
e la preghiera con la password di un Wi-Fi di pianto.
Cerchiamo l’eterno in un aggiornamento di sistema,
ma il cuore resta un motore a scoppio vecchio stile
fa fumo, consuma, tossisce nel petto il suo emblema,
e non trova pezzi di ricambio in questo aprile.
Siamo tutti in attesa di una manutenzione che non arriva,
chiusi in scatole di cemento, tra codici e neon,
a sognare un cielo che non sia una fredda deriva,
ma un incendio vero sopra il nostro pantheon.
© 2026 Alma Gjini- TUTTI I DIRITTI RICERVATI
È nata in una giornata qualsiasi di aprile, nella metropolitana di Milano.
Non c’era nulla di straordinario: la folla, i vagoni, gli annunci delle stazioni, la luce dei telefoni accesa sui volti.
Eppure, osservando quelle persone sedute una accanto all’altra, mi è sembrato di vedere non una folla, ma tante solitudini in viaggio.
Ognuno chiuso nel proprio piccolo schermo, nel proprio silenzio, nella propria traiettoria. Corpi vicini e vite lontanissime.
Ho pensato a quanto abbiamo affidato alla tecnologia il compito di tenerci connessi, Aggiornati mentre forse abbiamo dimenticato come guardarci davvero. Abbiamo password per entrare ovunque, algoritmi capaci di anticipare i nostri desideri, sistemi sempre più veloci e sofisticati; eppure, quando qualcosa dentro di noi si rompe, non esiste un aggiornamento, un comando o un pezzo di ricambio.
Da quella sensazione è nata questa poesia.
“Nessun pezzo di ricambio” parla di una fragilità, quella di persone che continuano a funzionare, a spostarsi, a rispondere, a consumare giorni, mentre dentro qualcosa chiede semplicemente di essere visto.
E forse quel “cielo” che aspettiamo alla fine non è un luogo lontano. È la possibilità, ancora viva, di tornare a sentirci umani.
Alma